2I - Presentiamo... Atena

A cura di Roy, Manuel, Alessia e Giorgia
 
ATENA
Conosciuta anche con il nome di Athena o Minerva, in latino, era la dea protettrice di Atene. Era anche la dea della sapienza e della guerra, ma a differenza di Ares non pretendeva violenza dai suoi protetti (Ulisse, Ercole, Achille e Giasone), ma azioni di riflessioni e tatticità. Anche protettrice dello Stato e delle leggi.
Nei dipinti e nelle statue è facilmente riconoscibile grazie all’armatura, composta dall'elmo, la lancia, la ccorazza e lo scudo rappresentante Medusa. Altro elemento di riconoscimento è la civetta che è il suo animale sacro.
Atena nacque dalla testa di Zeus, dopo che quest’ultimo aveva inghiottito la sua prima moglie Metis, dato che Gea aveva predetto che gli avrebbe dato un figlio che lo avrebbe cacciato dal trono.


MITO DI ARACNE
Una donna di nome Aracne un giorno si vantò di essere una tessitrice migliore di Atena, la quale era la dea di quest'arte. Così Atena andò da lei travestita da anziana signora e le consigliò di pentirsi della sua arroganza, ma la donna invece la sfidò in una gara. Atena allora riassunse le sue vere sembianze ed accettò la sfida. La dea realizzò un arazzo che rappresentava la città di Atene e lo scontro con Poseidone, mentre Aracne ne fece uno in cui si derideva Zeus e le sue numerose amanti. Atena, vista la sua parentela con Zeus, andò su tutte le furie; distrusse il lavoro di Aracne e la trasformò in un ragno obbligandola a tessere la sua tela per l'eternità.
Un'altra versione è quella in cui Atena furiosa distrugge la tela di Aracne e lei scappa nel bosco impiccandosi. La dea pentita la trasforma in un ragno per farla continuare a tessere le sue bellissime tele.

Il mito di Aracne in una tela di Velázquez.
(1599–1660)






Aracne in un'incisione di Gustave Doré (Purgatorio, canto XII), 1861 edizione della Divina Commedia di Dante.


POSEIDONE 
Atena era in competizione con Poseidone per diventare la divinità protettrice della città che, all'epoca in cui si svolge questa leggenda, ancora non aveva un nome. Si accordarono in questo modo: ciascuno dei due avrebbe fatto un dono agli Ateniesi e questi avrebbero dovuto scegliere quale fosse il migliore, decidendo così la disputa. Poseidone piantò al suolo il suo tridente e dal foro ne fuoriuscì una sorgente. Questa avrebbe dato loro sia nuove opportunità nel commercio che una fonte d'acqua, ma l'acqua era salmastra e non molto buona da bere. Atena invece offrì il primo albero di ulivo adatto ad essere coltivato. Gli Ateniesi scelsero l'ulivo, e quindi Atena come patrona della città, perché l'ulivo avrebbe procurato loro legname, olio e cibo.
Una diversa versione della leggenda dice che Poseidone offrì in dono, anziché la sorgente, il primo cavallo, ma gli Ateniesi scelsero comunque il dono di Atena. Forse uno dei motivi per cui i cittadini scelsero Atena, fu che Poseidone era considerato una divinità dal carattere difficile, che spesso aveva causato distruzioni anche nelle città delle quali era il protettore.



Autore: cerchia di Donatello
Poseidone e Atena in gara per il dominio dell'Attica
XV secolo
Firenze, Palazzo Medici Riccardi, Museo, Cortile di Michelozzo (o delle colonne)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

wow lol

Anonimo ha detto...

#scooteroni di Marracash